Ci sono bisogni che urlano e sono i bisogni primari, quelli legati alle esigenze fisiologiche dell’organismo, e ci sono bisogni che sussurrano. Questi sono molto più fragili rispetto a quelli primari e, pur non morendo mai, possono essere facilmente indeboliti dall’ambiente in cui si vive. Sono bisogni di tipo culturale, sociale, spirituale e sono alla base delle scelte, del comportamento e dello stile di vita di ciascun individuo.
Senza la pretesa di soddisfare quelli altrui condividiamo i nostri bisogni sussurranti, con l’unica ambizione che come da ogni condivisione qualcuno possa ricavare qualche strumento in più.
Ma BISUS in sardo vuol dire sogni. Non solo bisogni dunque, ma anche sogni. I sogni di ciascuno di noi per dare più forza a un sogno collettivo, che è quello di una società in cui ogni individuo possa sentirsi realizzato, provare sicurezza e benessere, avere degli affetti solidi, essere felice e divertirsi in autonomia e liberta nel rispetto dell’autonomia e della libertà altrui.
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Bisus vuol dire sogni? che bello! è dolce questa parola, perché mi ricorda il francese bisous, “bacetti”. Come si legge? l’accento è pure sulla u? La s finale si sente?
Mi ricorda anche “biscotti”.
Prepariamo allora dei buoni biscotti, per ora che la luce si sta facendo strada e forse ancora non si vede: biscotti di buoni bisous di bisus e di bisus di bisous: auguri!
Si, bisus vuol dire sogni, si legge con l’accento sulla i e la s finale nel sardo direi che si sente abbastanza:-) Auguri di sogni, baci e dolci biscotti!
anch’io vivo su un’isola e di un’isola: la Sicilia. Il mare è il nostro bi-sogno sussurrante. Ciao!